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La professoressa, è quel tipo
di donna che è convinta di aver sposato un emerito imbecille, (non è
chiaro il motivo perché non lo sostituisca con uno degno di lei). Invece
sembra che la prenda come un atto di volontariato, quello di cercare di
insegnare l’ABC a questo smidollato.
Lei si sacrifica dedicandosi a lui anima e corpo e lui deve esserle grato.
Il tipo d’uomo attratto da una donna così, è mite e silenzioso (salvo
avere una doppia vita fatta di vizi e perdizioni, per alleviare il peso
della routine); oppure è un pigro che crede di aver trovato la manna
perché lei fa tutto e non lo coinvolge più di tanto.
La professoressa si riconosce subito: al ristorante si occupa di far
sostituire il vino che sa di tappo, sceglie le pietanze per lui e lo
riprende se lui decide di ordinare un dessert troppo calorico, adducendo
che sta diventando “un baule”.
Se lui tenta d’essere brillante in compagnia, raccontando barzellette,
lo interrompe sulle battute finali.
Sarà poi lei che di mattino gli sceglierà gli abiti da indossare e
commenterà negativamente su quell’unica scelta di cravatta che avrete
fatto un giorno, adducendo una vostra inettitudine all’abbinamento dei
colori.
Cercherà di spiegarvi sottili tecniche per ottenere promozioni nel vostro
lavoro (anche se lei è una semplice casalinga).
Ad un donna di questo tipo, in ogni modo ci si fa il callo!
I più sconvolti sono forse parenti ed amici e forse anche i figli quando
cominciano ad avere l’età della ragione.
Come la “rompiscatole”, anche la “professoressa” crea una seria
dipendenza: è difficilissimo lasciarla ed è miracoloso essere lasciati
da lei.
L’unica è sperare che finisca sotto il tram, lasciandovi almeno da
vecchio, un po’ in pace.
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