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IL PANTALONE

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La giacca sportiva è un capo assai versatile. A seconda del pantalone al quale viene abbinata crea un completo diverso. L'accostamento con quello in flanella o in Cavalry Twill risulta il più elegante.


Con le giacche estive è particolarmente indicato un pantalone leggero in fresco di lana. Questo tessuto si distingue dalla flanella quanto a consistenza ed effetto estetico, e dal punto di vista del colore offre un'ottima alternativa al classico pantalone invernale troppo caldo per l'estate. Del resto, in origine era ritenuta una stoffa prevalentemente estiva. Moleskin, il termine inglese con cui si designa il fustalegno, significa letteralmente "pelliccia di talpa" e in effetti il tessuto risulta morbido e soffice al tatto proprio come una pelliccia. Questa stoffa, utilizzata anche per foderare le tasche dei rinomati giacconi Barbour, è molto resistente e può essere lavata anche in lavatrice.

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Insieme alla flanella e al Cavalry Twill, il velluto è il terzo grande classico da accoppiare alla giacca sportiva. La linea inglese tradizionale è aderente, con cintura e bottoni per le bretelle. I colori tipici sono ruggine, rosa spento, verde muschio o giallo uovo; quest'ultimo ha tuttavia l'inconveniente di attirare lo sporco come per magia. Il pantalone grigio di flanella è l'abbinamento classico con una giacca sportiva. La sua superficie morbida, tuttavia si addice a giacche di analoga consistenza, quindi di un tessuto non troppo rozzo né ruvido. Attualmente la versione considerata più classica è quella grigio scuro, che appartiene all'assortimento standard di negozi come Cordings. Le confezioni continentali presentano sempre una doppia pince e una cintura munita di passanti.

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Il Cavalry Twill è un compagno classico della giacca sportiva inglese, ma negli ultimi tempi questo tessuto robusto non incontra grande entusiasmo tra gli uomini. Forse dipenderà dai colori - le tinte in genere variano tra guscio d'uovo, beige e marrone chiaro - oppure dall'aspetto, ma di fatto il pantalone Cavalry Twill ricorda purtroppo quello sintetico delle divise degli autisti, spesso - e non a torto - snobbato come privo di gusto.

I pantaloni da uomo si possono tagliare in due modi: con le pince anteriori o senza. Oggi prevalgono quelli con due pince, la più interna delle quali corrisponde alla linea centrale della gamba e arriva fino alla scarpa. Le pieghe rivolte all'interno, verso l"abbottonatura centrale, o all'esterno rappresentano rispettivamente l'uso inglese o italiano. Ma è solo questione di gusti: in ogni caso le pince, così come le tasche laterali del pantalone, non devono "sbadigliare" ma essere aderenti e più alte sul bacino.
  1. Pantalone che va restringendosi verso il fondo.
  2. Pantalone a grandezza uniforme.
  3. Pince rivolte all'interno di uso inglese.
  4. Pince rivolte all'esterno di uso italiano.
  5. Lunghezza e aplomb del pantalone.

LA LUNGHEZZA DEI PANTALONI

Alla domanda su quale sia la corretta lunghezza dei pantaloni da uomo, c'è una risposta sicura, malgrado i cambiamenti di gusto e di stile: devono essere sufficientemente lunghi da coprire le calze quando si cammina, ma non tanto da far "spezzare" più di una volta, in basso, la piega anteriore.
E' importante rilevare che il taglio dell'orlo può variare e può essere parallelo al terreno oppure obliquo, ossia inclinato verso la parte posteriore della scarpa. Quest'ultimo tipo è il più adatto a far poggiare il pantalone al collo della scarpa e fargli formare solo una leggera piegatura nella parte anteriore, che interrompe l'aplomb della riga. Il taglio obliquo comporta una differenza di circa 3 cm fra la parte anteriore e quella posteriore, dove il pantalone finisce sul punto di giunzione del tacco (in pratica a 2-3 cm da terra).

I risvolti
Con il loro peso, i risvolti contribuiscono a far "cadere" meglio i calzoni e ad ancorarli alla scarpa ma il loro tono é sportivo, perciò negli abiti formali (tight, frac o smoking) sono rigorosamente da escludere. Anche nel caso di un completo da sfruttare in varie occasioni -ad esempio un abito grigio scuro - sarà bene evitare i risvolti, perchè così, quando lo si indosserà di giorno per una cerimonia, per un cocktail o per una cena, avrà un tocco decisamente più elegante.
Al pari di tutti gli altri dettagli dell'abbigliamento maschile, anche i risvolti non devono avere un carattere invadente, per essere veramente eleganti. Perciò sarà bene che non superino i 4 cm di altezza, se si ha una statura inferiore al metro e ottanta. Solo gli uomini più alti potranno adottare risvolti maggiori di 4 cm. Anche in questo caso è questione di proporzioni

PANTALONI SPECIALI

Quelli che in italiano si chiamano "alla zuava" sono in realtà i knickerbockers, che ebbero il loro momento di gloria fra le due guerre mondiali, anche per l'influenza del duca di Windsor. Dopo quel periodo di notorietà, oggi, usati soprattutto per la montagna o per giocare a golf, sono ritornati alla loro iniziale natura, quando erano indossati quando si faceva sport.
Ci sono poi i pantaloni da cavallo, detti jodhpurs dal nome di una città indiana, negli anni ottanta compresi nel guardaroba di molte signore, che li indossavano per passeggiare in città.



ERRORI DA EVITARE

Indossare pantaloni con bretelle e cintura insieme.
ORRORI DA EVITARE

Abito con pantaloni senza pince.
Pantaloni a zampe d'elefante.
Pantaloni a grosse righe.
Pantaloni con maxipassanti.
Pantaloni a vita troppo bassa.
Pantaloni da tight o da smoking con passanti.
Pantaloni senza pince e con tasche orizzontali anteriori.
Gilet con meno di cinque bottoni (o con più di sette).
Gilet senza taschine.
 

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