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LA CRAVATTA
I colori e i disegni della cravatta possono riflettere, con spontaneità, gli umori o la personalità di chi la indossa ma c'è anche chi li sfrutta per dare una precisa immagine di sé. Molti uomini di potere, ad esempio, tendono a portare sempre cravatte di disegno sobrio, con fondo scuro, convinti di trasmettere così un rassicurante senso di affidabilità.
La cravatta accoglie in sé aspetti contraddittori, per cui da una parte si presenta come elemento strettamente personale e dall'altra come potente segnale di carattere formale.
In ogni caso tutti sono uguali davanti alle ferree leggi del buon gusto, in base alle quali l'uomo di classe considera disdicevoli e addirittura repellenti le cravatte con disegni grandi e netti, o dai colori eccessivamente vistosi o chiassosi. D'altra parte, sono anche da scartare le tinte indecise e amorfe.

I NODI
I modi di annodare la cravatta sono decine, ma quelli più usati sono, alla fin fine, solo tre o quattro. Il più semplice e il più difficile nel mondo è quello che gli inglesi chiamano "four-in-hand", che si fa con quattro movimenti.
Il windsor è un nodo molto corposo, di forma triangolare; si tratta di un nodo molto complesso. Oggi è ancora usato, anche se molti lo considerano un po'' troppo convenzionale.
L'half-windsor è meno complicato ed è simile al four-in-hand.
 

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